Le applicazioni possibili sono numerose e, al contrario di ciò che accade con le cellule staminali embrionali, non pongono problematiche di natura etica.
La placenta protegge il sangue del cordone ombelicale da infezioni virali di origine materna.
Non essendo cellule esposte a radiazioni terapeutiche non hanno un aumentato rischio di mutazioni indesiderate.
La raccolta delle cellule è indolore e non presenta alcun rischio, né per la madre né per il neonato.
Le cellule sono disponibili immediatamente ed in qualsiasi momento.
E’ scientificamente provato che le cellule possono essere conservate per almeno 18 anni, ma questo esclusivamente sulla base della ancora ridotta evidenza empirica della cryo-conservazione; è molto probabile che le cellule staminali possano essere conservate per tutta la vita del donatore.
Sono compatibili al 100% con il bambino e con un eventuale gemello monozigotico del donatore. La compatibilità diminuisce allargando il raggio parentale. I fratelli sono probabilmente i più compatibili, in secondo ordine il padre e la madre.
Il rischio di rigetto GvDH, che potrebbe causare pericolose complicazioni per tutta la vita post-trapianto, è minimo.
Sono dotate di grande vitalità e maggiori potenzialità di differenziazione, possiedono la capacità di proliferare in breve tempo e di generare una quantità di cellule sette volte superiore rispetto a quelle prodotte dalla controparte del midollo osseo.